Si è conclusa venerdì 11 settembre 2026, presso il Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Milano, la School on Quantum Simulation, evento satellite di RPMBT-23 – XXIII International Conference on Recent Progress in Many-Body Theories.
La Scuola ha coinvolto 70 tra studentesse e studenti magistrali, dottorande e dottorandi e ricercatrici e ricercatori early-career, interessati all’impiego dei processori quantistici per studiare sistemi a molti corpi e problemi particolarmente difficili da affrontare con i classici computer classici.
Nel corso delle tre giornate, i docenti Mario Motta, di IBM Research, e Alessandro Roggero, dell’Università degli Studi di Trento, hanno presentato alcuni degli strumenti fondamentali della simulazione quantistica digitale:
- Decomposizioni di Trotter per l’evoluzione quantistica in tempo reale;
- Variational Quantum Eigensolver (VQE);
- Funzioni di correlazione dipendenti dal tempo;
- Tecniche di stima e di mitigazione degli errori per i processori quantistici attualmente disponibili.
Un elemento centrale della Scuola è stato il passaggio dalla teoria alla sperimentazione. Durante le sessioni pratiche, le persone partecipanti hanno implementato protocolli di simulazione quantistica e li hanno eseguiti su sistemi quantistici reali, utilizzando la piattaforma IBM Quantum e Lagrange, il computer quantistico superconduttivo IQM Spark a cinque qubit installato a Torino.
Lagrange, acquisito congiuntamente da Fondazione LINKS, Politecnico di Torino e l’INRiM, è ospitato presso il Politecnico di Torino ed è gestito dalla Fondazione LINKS. L’accesso riservato al sistema ha consentito alle persone partecipanti di verificare direttamente il funzionamento dei protocolli sviluppati durante il corso su un processore fisico controllato da remoto.
L’INRiM ha contribuito all’organizzazione della Scuola attraverso il ricercatore dell’INRiM Gianluca Bertaina e alla realizzazione delle attività pratiche su Lagrange. La partecipazione dell’Istituto conferma il suo impegno nello sviluppo delle tecnologie quantistiche e nella formazione di una nuova generazione di ricercatrici e ricercatori, rafforzando al tempo stesso il collegamento tra la Scuola e l’ecosistema torinese del calcolo quantistico.
La possibilità di lavorare direttamente con hardware quantistico programmabile ha offerto alle/ai partecipanti un’esperienza formativa avanzata, nella quale lo studio teorico è stato accompagnato dal confronto con le possibilità e i limiti degli attuali processori quantistici.