Elettromagnetismo e fotometria

misure di resistenza elettrica

Il laboratorio progetta e realizza prototipi di nuovi resistori campione sia come riferimenti statici sia come campioni trasportabili, studiandone e caratterizzando la stabilità nel tempo e la dipendenza dai parametri ambientali.

Sono inoltre oggetto di studio sistemi per il trasferimento della riferibilità alle scale di resistenza decadiche e strumenti di misura.

Il laboratorio di resistenza opera in collaborazione con analoghi laboratori di altri istituti metrologici primari sia per attività di ricerca di base, sia partecipando a cicli di confronto internazionali a garanzia dell’uniformità delle capacità metrologiche.

Sviluppo di campioni di tensione continua

L'attività è incentrata sullo sviluppo di campioni di tensione continua di elevata accuratezza, quali campioni da laboratorio o trasportabili in particolare di valore superiore a 10 V, per confronti di misura di elevato livello.

Inoltre l'attività è rivolta alla realizzazione di divisori per il trasferimento della riferibilità ai bassissimi valori di tensione continua.

Alte Tensioni e Forti Correnti
Laboratorio alte tensioni e forti correnti

La ricerca industriale svolta presso il laboratorio Alte Tensioni e Forti Correnti (LATFC) è rivolta al supporto tecnico scientifico ed al trasferimento tecnologico verso le imprese elettrotecniche per lo sviluppo, il miglioramento e la validazione del prodotto e delle soluzioni tecnologiche da loro progettate e realizzate, ai fini della sicurezza e dell’affidabilità.

Il LATFC effettua ricerca per lo sviluppo di sistemi di misura in ambito produttivo industriale, ai fini della validazione del prodotto durante la produzione, e dei laboratori di prova, ai fini della validazione del progetto.

Le capacità del laboratorio, le conoscenze scientifiche e l’esperienza del testing permettono di fornire ai committenti un supporto nella loro attività di ricerca e sviluppo e nell’attività metrologica per il controllo del prodotto.

laboratorio di goniofotometria
sistema goniometrico

Il laboratorio ha lo scopo primario di realizzare l’unità nazionale di flusso luminoso.

Permette inoltre la caratterizzazione di sorgenti di luce e di apparecchi di illuminazione tradizionali o allo stato solido operando in campo lontano per sorgenti di piccole dimensioni o in campo vicino per sorgenti di grandi dimensioni. Per tutte i tipi di misurazione il dispositivo in misura rimane immobile nel centro di rotazione del goniometro.

Metodologie di misura sviluppate internamente permettono la misurazione della ripartizione dell’intensità luminosa, della ripartizione della luminanza e della ripartizione dell’intensità spettrale energetica, parametro dal quale sono derivate le caratteristiche colorimetriche della sorgente.

La contemporanea misurazione dei parametri elettrici di alimentazione permette il calcolo dell’efficienza luminosa della sorgente e dei parametri energetici.

Nella fotografia il sistema goniometrico del laboratorio con, nel centro di rotazione, una lampada ad incandescenza campione di flusso luminoso. Mediante un sensore di luminanza, appositamente sviluppato, è possibile misurare la ripartizione della luminanza a distanze ridotte dalla sorgente e con incertezze estremamente contenute.

Questa grandezza permette simulazioni di elevata precisione degli ambienti illuminati.

Laboratorio per la caratterizzazione gonio-radiometrica di materiali
sistema goniofotometrico

Il laboratorio permette la caratterizzazione delle proprietà in trasmissione e riflessione di materiale trasparente, traslucido e opaco.

La grandezza di riferimento misurata è il coefficiente di luminanza q, spesso indicato come BRDF (BiDirectional Reflactance Distibution Function) o BTDF (BiDirectional Transmitttance Distibution Function) a seconda delle situazioni di misura.

La peculiare costruzione del sistema di movimentazione del campione permette di ottenere praticamente qualsiasi condizione di radiazione incidente e direzione di osservazione in riflessione e, con qualche limitazione aggiuntiva, in trasmissione.

L’uso di obbiettivi telecentrici permette di ridurre l’angolo solido del fascio incidente a valori estremamente ridotti, mentre l’uso di un rivelatore a matrice (ILMD) permette di eseguire le misure con una tecnica di tipo assoluto, di analizzare la superficie del campione e di ridurre l’influenza di molti parametri sull’incertezza di misura.

Nella fotografia è riportato un particolare del sistema di movimentazione del campione del sistema goniofotometrico per la caratterizzazione fotometrica e spettrometrica di materiali in riflessione, durante la taratura di una mattonella ceramica di riferimento.

I sette gradi di libertà nella movimentazione del campione permettono di definire la condizione angolare di illuminazione e di osservazione e di esplorare la superficie del campione stesso.

Ultima modifica: 19/05/2017 - 14:11