Terremoti sottomarini: dalla scienza delle misure una nuova tecnica per monitorarli

18/06/2018

La fitta rete di fibre ottiche, che, correndo sul fondo di mari e oceani, assicura le telecomunicazioni tra le rive opposte dei continenti, diventerà uno strumento con cui monitorare i terremoti sottomarini. Lo promette una tecnica innovativa messa a punto dall'INRIM e dal National Physical Laboratory (NPL), in collaborazione con il British Geological Survey e con l’Università di Malta.

In un articolo appena pubblicato sulla rivista Science, gli ideatori di questo metodo spiegano come, adattando la tecnica con cui vengono trasmessi i segnali di tempo per mezzo di laser ultrastabili, la fibra possa essere trasformata in sensore in grado di percepire il verificarsi di un evento sismico nelle profondità marine.

Oggi gran parte dei terremoti sottomarini non viene rilevata perché installare stazioni di monitoraggio sismico sul fondo del mare è molto costoso. Sfruttare la rete di collegamenti in fibra ottica già esistente, oltre ad assicurare un sistema di rilevamento capilare, comporterebbe quindi un notevole risparmio economico.

Ultima modifica: 28/08/2018 - 16:36