Storia

La storia dell’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRIM) è in apparenza breve. L’INRIM nasce infatti solo nel 2006, ma è il risultato della fusione tra due storici enti di ricerca, l’Istituto Elettrotecnico Nazionale Galileo Ferraris e l’Istituto di Metrologia Gustavo Colonnetti, fondati a Torino nel secolo scorso.

La storia di questi istituti corrisponde alla storia della scienza delle misure in Italia, disciplina che nel nostro paese riceve impulso dal sorgere delle prime industrie sul territorio piemontese nella seconda metà dell’Ottocento. Torino, perduto nel 1865 il ruolo di centro politico nazionale con lo spostamento della capitale del regno d’Italia a Firenze, sceglie una nuova vocazione, l’industria.

Un’apposita Commissione studia infatti come trasformare la città sabauda in metropoli industriale sul modello inglese. L’iniziativa ha successo e in pochi anni ministeri e ambasciate cedono il posto a officine e opifici.

Sono questi gli anni della seconda rivoluzione industriale, quando in Europa e negli stati Uniti l’intensificarsi delle attività produttive e commerciali fa avvertire sempre più l’esigenza di un sistema unificato di pesi e misure.

Nel 1875 diciassette paesi, tra cui l’Italia, siglano a Parigi la Convenzione del Metro, il trattato internazionale che pone le basi per la creazione di un linguaggio condiviso con cui esprimere le misurazioni, il Sistema Internazionale delle unità di misure. Il passo successivo è costituito dal sorgere di istituti metrologici nazionali in questi stessi paesi.

Sensibile ai problemi metrologici posti dall’industria, già nel 1882 lo scienziato Galileo Ferraris auspicava la costituzione di laboratori che provvedessero a conservare e a riprodurre i campioni delle misure elettriche.

L’idea viene ripresa nel 1929 da Giancarlo Vallauri, professore al Politecnico di Torino e successore di Galileo Ferraris nella direzione della Scuola di Elettrotecnica. L’intento è quello di dar vita a un centro di studi volto a integrare l’opera dei laboratori universitari e a sostenere le necessità dell’industria. Viene così avviata la costruzione dell’Istituto Elettrotecnico Nazionale (IEN), dedicato a Galileo Ferraris, il cui atto di fondazione è un regio decreto del 1934. Vallauri ne è il primo presidente.

Con il tempo le attività del Galileo Ferraris si vanno ampliando dall’elettrotecnica alla metrologia elettrica, di tempo e frequenza, ottica ed acustica e allo studio dei materiali.

Negli anni cinquanta, con l'intento di completare questa struttura, Gustavo Colonnetti, al tempo Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), propone la fondazione di un istituto metrologico che sia di ausilio all'industria e ne sostenga lo sviluppo. Nel 1956 viene così fondato l’Istituto Dinamometrico, diretto dallo stesso Colonnetti, e nel 1957 l’Istituto Termometrico, diretto da Cesare Codegone.

Nel 1968 questi Istituti, insieme ad altri laboratori per le misure di lunghezza, massa e volume, diventano sezioni del nuovo Istituto di Metrologia (IMGC) che viene intitolato a Colonnetti, come a colui che ne era stato il maggior fautore.

L’attività dei due istituti torinesi procede in parallelo fino al 2006, quando l’assetto della metrologia italiana viene semplificato dal confluire di entrambi nell’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica.

Ultima modifica: 17/05/2017 - 20:10