Misurare il tempo per il commercio globale

Intervista a Ilaria Sesia

 

Se parliamo di commercio globale, non possiamo non pensare ai flussi di materie prime, di prodotti e di denaro, ma anche di informazioni, che muovono un mercato grande come tutto il mondo. L’efficacia degli spostamenti e delle comunicazioni, così come delle operazioni finanziarie non può prescindere da un fattore: il tempo.

Abbiamo approfondito il rapporto tra tempo e commercio con Ilaria Sesia, ricercatrice INRiM della Divisione di Ricerca Metrologia Quantistica e Nanotecnologie che si occupa di metrologia del tempo.

Che relazione c’è fra la misurazione del tempo e il commercio globale?

Molti degli attori coinvolti nel commercio necessitano di un segnale di tempo accurato, robusto e affidabile. Innanzitutto i trasporti, quindi treni, aerei, automezzi, poi il mercato finanziario, il mondo delle telecomunicazioni e le reti di distribuzione di energia. 

Display di un orologio del laboratorio di tempo

Qual è il ruolo di INRiM in questo contesto?

Il laboratorio di Tempo e Frequenza di INRiM realizza il riferimento nazionale di tempo, l’ora esatta italiana, che poi dissemina, ovvero diffonde, a tutti gli utenti che ne hanno bisogno. Con i nostri orologi atomici contribuiamo poi alla generazione della scala di tempo internazionale detta Tempo Universale Coordinato (UTC), realizzata dal BIPM a Parigi. 

Inoltre, da più di vent’anni collaboriamo con l’Agenzia Spaziale Europea e le maggiori industrie spaziali europee allo sviluppo di Galileo, il sistema di navigazione satellitare globale (GNSS) europeo.

Cosa ha a che fare il tempo con i sistemi di navigazione satellitare?

La nostra posizione viene determinata in base a una misura di tempo: il tempo che il segnale emesso dal satellite impiega a raggiungere il nostro ricevitore, integrato ad esempio nello smartphone. Maggiore è l’accuratezza di questa misura di tempo, più precisa sarà la determinazione della posizione. Per garantire il massimo delle prestazioni, a bordo dei satelliti dei sistemi di navigazione ci sono quindi degli orologi atomici molto precisi. Il buon funzionamento degli orologi di Galileo viene costantemente verificato grazie al contributo di INRIM.  

Come ogni sistema di navigazione, Galileo possiede inoltre un tempo di riferimento per l’intero sistema una sorta di orologio interno, indispensabile per il suo funzionamento. Questo viene mantenuto in accordo con il tempo internazionale UTC mediante continue correzioni, calcolate grazie agli algoritmi sviluppati da INRiM. Galileo non si limita dunque a dare informazioni di posizione ma fornisce a diversi utenti anche l’ora esatta con estrema accuratezza. 

 

Ci sono altri metodi per distribuire l’ora esatta? 

Il metodo che utilizziamo dipende dalle esigenze dell’utente. Prendiamo il caso del mercato finanziario: da alcuni anni INRiM fornisce alla Borsa Italiana l’ora esatta tramite fibra ottica. Questo garantisce la massima sincronia di tutte le operazioni finanziarie, che avvengono ad altissima velocità. Abbiamo scelto la fibra ottica perché offre ottime prestazioni nel preservare l’integrità del segnale ed assicura una datazione certa, riferibile al tempo UTC con un livello di accuratezza di poche decine di nanosecondi.

 

In che direzione si sta sviluppando la ricerca in questo ambito?

L’obiettivo è rendere sempre più efficiente la disseminazione del segnale di tempo. Con il progetto Demetra abbiamo dimostrato come è possibile migliorare il segnale di tempo proveniente dai satelliti Galileo rendendolo più affidabile, preciso e accurato. Il passo successivo sarà contribuire per gli aspetti scientifici alla commercializzazione di nuovi servizi di tempo, basati su Galileo e su metodi alternativi, che possano rispondere alle esigenze dei diversi utenti.

Ultima modifica: 04/08/2020 - 16:32