Come la ricerca scientifica favorisce il commercio globale

Intervista a Marco Pisani 

 

Il fisico Marco Pisani lavora presso la Divisione Metrologia Applicata ed Ingegneria dell’INRIM. I suoi interessi di ricerca riguardano le misure dimensionali su scala atomica per la nanometrologia, l’interferometria su lunghe distanze per l’industria e la geodesia e la strumentazione di misura per applicazioni spaziali.
Il dottor Pisani ci racconta quanto siano importanti le connessioni tra la scienza della misura e il commercio globale.

Logo del nuovo Sistema Internazionale delle unità di misura

Dottor Pisani, la relazione tra la ricerca scientifica ed il commercio globale non appare così scontata: che cosa ci può dire in merito?

 

È vero, a prima vista l’attività di ricerca pare non avere alcun legame con il commercio, ma, se si riflette sulla ricerca in metrologia, se ne comprendono subito le interconnessioni. 

Lo scambio di beni e di merci implica quantificazione, cioè misure. Rendere possibili gli scambi commerciali è stata la spinta che sin dalle origini della storia umana ha reso necessario quantificare le merci, prima oggetto di baratti e poi di compravendita. Questa spinta ha portato a un lungo processo di unificazione a livello globale, culminata lo scorso 20 maggio 2019 nella ridefinizione, basata su costanti fondamentali della fisica, delle unità di misura del Sistema Internazionale. Ma unità di misura comuni e condivise non bastano per agevolare il commercio globale.

 

Che cosa intende?

 

Anche il meccanismo di disseminazione delle unità di misura deve essere globale. Mi riferisco alla cosiddetta riferibilità, cioè al processo che permette di passare dai campioni primari degli Istituti di Metrologia nazionali alle misure utilizzate nelle industrie ed infine a quelle che ciascuno di noi compie quotidianamente. E’ necessario che siano inoltre riconosciuti a livello globale anche i sistemi di validazione degli strumenti di misura. Per poter entrare nel commercio globale, un prodotto finito o un materiale che verrà utilizzato in una filiera produttiva deve infatti rispondere a determinati requisiti, definiti da norme a livello nazionale o internazionale. Occorrono quindi certificazioni che sono sempre basate su misure.

 

Come si inserisce la ricerca metrologica in questo contesto?

 

Dietro tutto questo c’è la ricerca volta a migliorare sempre di più le tecniche e gli strumenti per misurare. La ricerca metrologica può essere direttamente finalizzata a realizzare nuovi campioni di misura, a volte è stimolata da esigenze di tipo scientifico o industriale, o ancora può essere semplicemente curiosity driven. Ma quando porta a scoprire un nuovo metodo per eseguire una misura più accurata, oppure a ridurre l’incertezza nella misura di una grandezza, alla fine questo ha ricadute sulla tecnologia industriale e sulla vita di tutti i giorni. 

Decenni di studi hanno portato a ridefinire il kilogrammo e il kelvin, hanno condotto a costruire microscopi per misurare strutture su scala atomica e aiutato a realizzare dispositivi per eseguire misurazioni di estrema accuratezza per le missioni spaziali.

 

Può farci qualche esempio concreto dell’impatto della ricerca in metrologia sui prodotti che entrano nel commercio globale?

Le ricerche che riguardano le misure di massa sono fondamentali, ad esempio, per l’industria chimica e farmaceutica. I risultati ottenuti nel settore delle misure dimensionali (distanze, lunghezze, angoli, posizioni nello spazio...) servono all’industria manifatturiera e a quella meccanica. Le misure termiche sono necessarie per migliorare l’efficienza energetica, ottimizzare sistemi di riscaldamento e condizionamento degli ambienti, studiare l’andamento del clima. Le misure di flusso, densità e temperatura di liquidi e gas sono determinanti nella trasformazione e nel consumo degli idrocarburi. Misure sempre più accurate permettono di mettere a punto nuove tecnologie e di realizzare non solo motori più efficienti, ma anche protesi per arti progettate con materiali speciali, micro o nano-dispositivi per applicazioni mediche, microelettronica per tutti gli apparecchi che noi, donne e uomini del ventunesimo secolo, acquistiamo e utilizziamo ogni giorno.

La pandemia in corso sta avendo gravi ripercussioni sull’economia degli Stati e sui commerci internazionali. Ritiene che la comunità dei metrologi potrà dare un proprio contributo verso possibili soluzioni?

 

Se si vuol fare un riferimento all’emergenza attuale, credo proprio di sì. Ci sono parecchie aziende italiane che stanno cercando di riconvertire le linee produttive per realizzare le cosiddette “mascherine”, indispensabili per tutelare la salute dei cittadini e del personale sanitario. Il dibattito in corso su questi dispositivi di protezione dovrebbe riguardare non solo la loro disponibilità e commercializzazione, ma soprattutto la qualità e la loro efficacia, che dipendono dalle proprietà filtranti dei materiali impiegati. Si torna perciò di nuovo ad un problema di misura, che i metrologi stanno cercando di affrontare per mettere a punto metodi e tecnologie, atti a garantire la riferibilità di questi manufatti di primaria importanza nel contenimento del virus.

 

Ultima modifica: 04/08/2020 - 16:13