Mi piacerebbe (e non mi appare impossibile né assurdo) che in tutte le facoltà scientifiche si insistesse ad oltranza su un punto: ciò che farai quando eserciterai la professione può essere utile per il genere umano, o neutro, o nocivo. Non innamorarti di problemi sospetti. Nei limiti che ti saranno concessi, cerca di conoscere il fine a cui il tuo lavoro è diretto. Lo sappiamo, il mondo non è fatto solo di bianco e di nero e la tua decisione può essere probabilistica e difficile: ma accetterai di studiare un nuovo medicamento, rifiuterai di formulare un gas nervino.

 

Che tu sia o no un credente, che tu sia o no un "patriota", se ti è concessa una scelta non lasciarti sedurre dall’interesse materiale o intellettuale, ma scegli entro il campo che può rendere meno doloroso e meno pericoloso l’itinerario dei tuoi coetanei e dei tuoi posteri. Non nasconderti dietro l’ipocrisia della scienza neutrale: sei abbastanza dotto da saper valutare se dall’uovo che stai covando sguscerà una colomba o un cobra o una chimera o magari nulla. Quanto alla ricerca di base, essa può e deve proseguire: se l’abbandonassimo tradiremmo la nostra natura e la nostra nobiltà di fuscelli pensanti, e la specie umana non avrebbe più motivo di esistere.
                                                                                                 

                                                                        Primo Levi    (La Stampa, 21 ottobre 1986)

 


           Goffredo Fofi, intervento 9 febbraio 2008 "Dove siamo"

         

 Pagine curate da Enzo Ferrara (ferrara@inrim.it)

Lo Straniero Scienza: pagina di prova 

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DOCUMENTI


Introduzione alle urgenze  del presente 

Un decalogo di contraddizioni: Etica, Estetica e Anestetica delle Scienze Esatte

ONU - Millennium Ecosystem Assessment 

 

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