Mi piacerebbe (e non mi appare impossibile né assurdo) che in tutte le
facoltà scientifiche si insistesse ad oltranza su un punto: ciò che farai
quando eserciterai la professione può essere utile per il genere umano, o
neutro, o nocivo. Non innamorarti di problemi sospetti. Nei limiti che ti
saranno concessi, cerca di conoscere il fine a cui il tuo lavoro è diretto. Lo
sappiamo, il mondo non è fatto solo di bianco e di nero e la tua decisione può
essere probabilistica e difficile: ma accetterai di studiare un nuovo
medicamento, rifiuterai di formulare un gas nervino.
Che tu sia o no un credente, che tu sia o no un "patriota", se ti è
concessa una scelta non lasciarti sedurre dall’interesse materiale o
intellettuale, ma scegli entro il campo che può rendere meno doloroso e meno
pericoloso l’itinerario dei tuoi coetanei e dei tuoi posteri. Non nasconderti
dietro l’ipocrisia della scienza neutrale: sei abbastanza dotto da saper
valutare se dall’uovo che stai covando sguscerà una colomba o un cobra o una
chimera o magari nulla. Quanto alla ricerca di base, essa può e deve
proseguire: se l’abbandonassimo tradiremmo la nostra natura e la nostra nobiltà
di fuscelli pensanti, e la specie umana non avrebbe più motivo di esistere.
Primo Levi (La Stampa, 21 ottobre 1986)
Pagine curate da Enzo Ferrara (ferrara@inrim.it)
Lo Straniero Scienza: pagina di prova
_______________________________________________________________________________________________________________Introduzione
alle urgenze del presente
Un
decalogo di contraddizioni: Etica, Estetica e Anestetica delle Scienze Esatte
ONU - Millennium Ecosystem Assessment
Letture
Suggerimenti
Riflessioni
Archivio Bohr
Scienza & Etica