LA SCIENZA HA UNA FUNZIONE ETICA, ESTETICA o ANESTETICA?
Un DECALOGO di urgenze, proposte e riferimenti per una prima analisi.
Più che altro una provocazione (per vedere le
reazioni) ancora da ordinare, integrare, discutere.
Le contraddizioni del presente (1980 – 2005):
- Semplificando e proponendo di concentrarci sul presente - per riprendere in un secondo tempo, quello dell’approfondimento, le considerazioni filosofiche che ci rimanderebbero a tempi più remoti - è possibile individuare uno dei principali punti di svolta per le attuali contraddizioni della scienza nell’esplosione delle idee del neoliberismo anche nel mondo della ricerca scientifica e tecnologica, negli anni ’80. è in quegli anni che una legge promulgata da Ronald Reagan negli USA estende anche alle università e agli enti di ricerca, oltrechè alle industrie private, la possibilità di ricorrere ai brevetti per trarre profitto dal proprio patrimonio di idee e di risorse intellettuali. In Italia, all’inizio degli anni ’90 il ministro Ruberti (1989 - autonomia finanziaria Università) introduce il finanziamento privato nelle università – per chi era studente, sono gli anni della "pantera" e, poi, dell’introduzione del numero chiuso.
- Dagli anni '80-'90 fino ad oggi - nonostante l'ingresso del finanziamento privato - la torre d’avorio del sapere scientifico rimane ancora sostanzialmente inaccessibile: il criterio del potere è il "finanziamento" ma un corporativismo trasversale rispetto alle ideologie diverse predominanti continua a proteggere da ogni controllo e da ogni possibilità di critica le università rispetto al mondo esterno. Si instaura un collateralismo culturale fra il sapere scientifico e il potere
economico-industriale, il pensiero neo-positivista promette e configura la risoluzione di ogni male grazie alla scienza e alla tecnologia.
- La società perde il controllo delle attività scientifiche. Intanto, gradualmente si deteriora in occidente il rapporto con la natura e col mondo, fino alla confusione nella percezione del reale, del proprio io. Nel mondo della scienza si modifica il linguaggio e si stravolgono i significati: qualità, efficienza ed eccellenza rimandano ai principi economici, sono ottimi strumenti per fare innovazione – finalizzata quasi esclusivamente al profitto – e creare concorrenza commerciale, poco di più.
- Crescono i costi delle apparecchiature, delle pubblicazioni, dei congressi, delle missioni all’estero per gli scienziati; crescono i possibili profitti derivanti dalla ricerca scientifica (farmaceutica, genetica,
biotecnologie, nanotecnologie). Molto meno facili da controllare sono i benefici effettivi e i danni sociali (inquinamento, incidenti, crescita della richiesta di trasporto, dei rifiuti) per le conseguenze dei modi di produrre e consumare indotte dai cambiamenti e dalle innovazioni tecnologiche. Su questi temi, sul tentativo di smascheramento e rivelazione del rapporto catastrofico costi/benefici sull’impianto sociale ed economico lavorano i teorici dello sviluppo sostenibile, questo concetto, per quanto controverso, rimane in evoluzione - rif. World Watch
Institute.
- Il riduzionismo e il particolarismo, come pratica generale di ricerca e studio, e l'accettazione della specializzazione come vera (unica) possibilità di conoscenza, hanno compromesso le capacità di lettura e prospettiva sulla complessità del mondo esterno al laboratorio e di correlare le attività scientifiche con quello. Gli strumenti proposti seguono strategie meccanicistiche del tipo immediatamente consequenziale fra causa ed effetto (anche per questo si cerca sempre un colpevole, un motivo scatenante quando un problema emerge); ci si concentra sull'ultimo evento dannoso, sulle conseguenze visibili immediate che,per ultime, ci sono cascate addosso.
- Introduzione dei caratteri religiosi del credo scientifico assoluto, fortificato e sostenuto dalla fiducia e dalla presunzione di superiorità delle leggi di mercato rispetto alle leggi della natura e della termodinamica. Nei temi si abbinano scienza e benessere, soprattutto nella propaganda, sovente a sproposito (auto ecologiche, benzina verde, agricoltura biologica, carbone pulito, sviluppo sostenibile). Fra le derive: la new age, le prospettive cyborg (gli
uomini-robot), l’estremizzazione del pensiero postmoderno fino al rifiuto della scienza, lo sdoppiamento della realtà.
- Si confondono i livelli di intervento sul piano sociale (Giulio
Maccacaro) - ma anche su quello scientifico (le leggi della fisica classica e quantistica, assieme, spiegano la relatività e i moti di rivoluzione della Terra attorno al sole, ma non permettono di ricostruire teoricamente il mutare delle stagioni, i principi dell'economia, i modi di correlarsi socialmente). Si ritiene che un'elevata capacità di controllo del problema equivalga automaticamente alla sua risoluzione (previsione
tsunami, terremoti, clima) quasi senza necessità di intervento politico-sociale, come fosse una sequenzialità: per questo si chiedono più misure, più controlli, maggiori investimenti, in un'escalation della tecnologica, dei consumi di risorse e di energia
(Illich, Maccacaro, Latouche: decrescita, demedicalizzazione) senza mai arrivare alla radice del problema (modi di costruire, luoghi dove costruire, politica di salvaguardia del territorio).
- In questo modo si arriva a dare una risposta soprattutto (solo) alle conseguenze degli eventi nefasti, cercando di mitigarli e ripetendo ogni volta la stessa opera di recupero, senza rivolgere attenzione alle cause prime
(Wendell Berry); per esempio, si usa la parola "prevenzione" come sinonimo di "diagnosi precoce" (si pensi alle malattie tumorali, un'ecografia se anche evidenzia un problema appena sorto, non è prevenzione) e non come rimozione della causa originale del danno/problema (gli inquinanti, gli stili di vita), fra l'altro con spese per diagnosi e cure che, anch'esse, si ripetono periodicamente (eliminando la causa la spesa viene conteggiata una volta sola, per elevata che sia). Nel terzo mondo, per esempio, costruire un acquedotto e sistemi di potabilizzazione è molto più efficace e conveniente che procurare continuamente cure e farmaci per le malattie virali. (Su questi temi si può seguire la Evidence Based Medicine di Paolo
Vineis, basata sulla prova di efficacia dell'intervento terapeutico e sulla effettiva valutazione
costi/persone-beneficiate/livello-beneficio)
- Al paradigma del paradiso tecnologizzato si associa un preoccupante impoverimento dell’immaginazione e delle esperienze
(Serge Latouche): la monocultura e l’assenza apparente di alternative, assieme all’immobilismo e all’irresponsabilità dei politici, generano assuefazione e fatalismo rispetto, per esempio, ai problemi dell’ambiente. Si vive una realtà sdoppiata sulla spinta delle tecnologie ammiccanti
(windows: dove vuoi andare oggi?, telefonini, videogames). A questo andrebbe opposto un recupero della fantasia, della creatività, della curiosità scientifica e tentativi di visualizzazione dei temi da prospettive diverse (scienza e letteratura, fantascienza –
P.K. Dick).
- Al riduzionismo si oppone un tentativo di recupero dell'interdisciplinarietà come strategia e del radicalismo (inteso come ricerca della conoscenza - o della causa problema - fin dalla radice) come ideale caratteristico delle attività scientifiche, una capacità di analisi in profondità
(Stephen Jay Gould), il rifiuto della semplificazione e parcellizzazione del problema
(Wendell Berry), forse non nel momento della raccolta delle informazioni ma soprattutto nel momento della loro analisi. Non nascondersi dietro l’ipocrisia della scienza neutrale (Primo Levi,
Maccacaro, Hanna Arendt). Linguaggio, comunicazione, educazione, sono strumenti funzionali fondamentali per il raggiungimento di ogni strategia sociale. Recupero e rivendicazione della dimensione politica della scienza (Primo Levi, Giulio
Maccacaro). Recupero e rivendicazione della dignità della dimensione umana, della spiritualità per risaldare il rapporto uomo-ambiente (confronto col modello di vita e lotte per la difesa della terra, della cultura, delle tradizioni, delle ultime popolazioni indigene di religione animista).