Il Tempo della Scienza
Panoramica INRIM 2010
Sala Conferenze (Edificio M)
Strada delle Cacce 91, Torino
| Data | Titolo | Relatore |
| 4 marzo ore 16 |
Presentazione dell'iniziativa |
Elio Bava Presidente INRIM |
| 4 marzo ore 16:15 |
Realizzazione di un dispositivo di traslazione con risoluzione sub-nanometrica
|
Enrico Massa Divisione Meccanica |
| 25 marzo ore 16 |
Realizzazione del farad dall'ohm con ponti di impedenze a sintesi digitale
L'implementazione del collegamento tra le unità di impedenza rimane comunque un problema sperimentale impegnativo e richiede una catena di riferibilità con numerosi passaggi, principalmente misure di confronto e di rapporto tramite ponti di impedenza. Recentemente l'INRIM ha costruito una nuova catena di riferibilità basata su ponti di impedenza assistiti digitalmente, la prima del suo genere. L'incertezza nella realizzazione del farad a partire dall'effetto Hall quantistico è stimata in 64E-9 (a livello 1 nF) ed è quindi comparabile con quella ottenuta tramite implementazioni convenzionali. |
Luca Callegaro Divisione Elettromagnetismo |
| 6 maggio ore 16 |
Le strutture spaziali dei processi stocastici: guardare il rumore attraverso finestre di osservazione
In questo seminario verranno presentate le tecniche per misurare e analizzare correttamente le misure ottiche di processi spaziali a valanga e sarà proposto un nuovo metodo per estrarre le variabili significative del processo stocastico, combinando osservazioni su finestre di grandezza differenti. |
Gianfranco Durin Divisione Elettromagnetismo |
| 22 giugno ore 16 |
Sviluppo di micropropulsori fluidodinamici basati su tecnologia piezo
Nella fase di progetto delle nuove generazioni di missioni spaziali si è evidenziata la necessità di disporre di propulsori di posizionamento orbitali affidabili, precisi e leggeri. Su contratto ESA, Thales Alenia Space in collaborazione con l'INRIM ha dunque sviluppato un nuovo tipo di propulsori puramente fluidodinamici, basati su tecnologia piezo. Tali propulsori presentano un’estrema semplicità di funzionamento, una buona stabilità di prestazioni e la possibilità di una regolazione molto fine. La condizione per ottenere questi risultati, che ha limitato l’utilizzo di micropropulsori fluidodinamici in passato, è quella di disporre di una movimentazione precisa e ripetibile, di una mappatura di funzionamento affidabile e di un adeguato software di feedback. Si ritiene che la tecnologia adottata possa soddisfare queste condizioni, portando quindi alla possibilità di sviluppare propulsori adeguati alle attuali necessità di ESA, sia per le più sofisticate missioni scientifiche (GAIA, LISA), sia per i satelliti commerciali (SmallGeo). |
Pier Giorgio Spazzini Divisione Meccanica |
Per informazioni rivolgersi a Elisabetta Melli:
011.3919.524 -
011.346384